Costellazioni familiari

Ieri sera ho partecipato ad una costellazione familiare sistemica; ne avevo viste in passato con un’altra costellatrice e l’impressione è sempre positiva.

Il solo assistere ad una costellazione di gruppo rappresenta un’esperienza intensa a prescindere dal costellatore. Le energie che si mettono in campo dal momento della scelta dei rappresentanti fino alla risoluzione del problema sono potenti e segnano positivamente ogni partecipante ben oltre l’incontro in sé.

Qualsiasi questione può essere portata in costellazione: le persone scelte per rappresentarne le varie componenti diventano immediatamente veicoli perfetti per gettare nuova luce sulla questione.

Essendo, infatti, al di fuori del sistema — almeno in partenza — ciascuno agirà e si comporterà soltanto in base all’istinto e a quello che sentirà dentro. Al contempo, poiché si sintonizza sulle frequenze del sistema al quale è stato chiamato a fornire un contributo, le sue azioni e reazioni risulteranno sempre sorprendentemente familiari a chi ha portato il problema.

All’interno della costellazione si spostano le persone e, con loro, le energie che incarnano: si sciolgono così dei nodi e “qualcosa” comincia a muoversi da lì a molto tempo dopo.

In quello spazio e tempo emerge infine con nuova chiarezza quello che già è. Affidandosi a terze persone, ed eliminando quindi ogni filtro, si scava infatti nell’inconscio dei vari personaggi coinvolti; si riesce a far affiorare verità che non si percepiscono a livello conscio e, di conseguenza, non si sarebbe capaci di vedere come realtà su cui agire.

For more  This is an Insight on Facebook
Translate me  Google Translate

Non di sola grammatica vive l’inglese

Una lingua straniera non si impara studiandone soltanto la grammatica e questo, la scuola italiana, sembra non averlo ancora compreso.

La grammatica si configura, magari, come l’intelaiatura che sorregge le parole, permette sia di esprimersi che comprendere quanto ci viene detto; ma, ad un certo punto, le parole non si possono conoscere se non ci vengono insegnate, la capacità di produrre discorsi non è innata se non viene stimolata e la comprensione non si affina se non anch’essa con l’esercizio.

In questo senso l’approccio adottato dalla maggioranza degli insegnanti italiani (almeno ai miei tempi, ahimè) resta nozionistico e ci lascia disarmati ogni volta che dobbiamo aprire bocca e partecipare ad un dialogo.

Non c’è dunque da meravigliarsi se il confronto tra noi e il resto d’Europa è impietoso. Al liceo ebbi infatti l’opportunità di partecipare ad uno scambio linguistico con una cittadina austriaca. Al di là delle difficoltà con il tedesco, iniziato a studiare da poco più di un anno, lo sconcerto vero e proprio arrivò con l’inglese.

La padronanza sfoggiata da quei nostri coetanei sembrava inspiegabile e suscitò  immediatamente in me una profonda amarezza, in quanto chiaro segno di un universo frapposto fra “noi” e “loro”; ci potevamo sognare, infatti, la loro disinvoltura nel porre domande od esprimere opinioni, così come le lezioni pratiche, dinamiche e dritte al punto.

Proprio questo binomio formato da correttezza generale e disinvoltura, a mio parere,  rappresenta oggi come allora un’accoppiata vincente per avvicinarsi ad una nuova lingua.

For more ☛ This is an Insight on Facebook
Translate me ☛ Google Translate

L’ultima neve

Con qualche settimana di ritardo, le foto dell’ultima neve, a Pasquetta. Sono state scattate tutte al Passo delle Radici tra Lucca e Modena sul nostro Appennino con la mia piccola Sony.

A few weeks late, here are the pictures from Easter Monday and the last snow at Passo delle Radici on Appennino, between Tuscany and Emilia Romagna. All of them taken with my little Sony.

 

For more  This is an Insight on Facebook
Translate me  Google Translate

Dolore, radici

Il dolore è arrivato in un modo strano. Non mi aspettavo lacrime, commozioni improvvise e mancanza di respiro, perché non mi appartengono: difficile da accettare, ma sto imparando a convivere con me stessa.

Il dolore si è introdotto come attraverso una piccola canula, così da diffondersi lentamente in me e restare con me per tutta la giornata.

Si è trasformato in un senso di mancanza profondo e ancestrale nei confronti della mia terra natale non appena ho visto una banale foto su Whatsapp. Il dolore ha azionato il promemoria delle radici, che sono lì a sorreggermi silenziosamente ma sempre pronte, all’occorrenza, a dare l’allarme come sirene. Immobili eppure sensibili agli smottamenti, hanno bisogno di aggiustarsi entro il loro centenario terreno.

Le radici scatenano una sensazione di trascinamento verso il basso, mi ricordano che non posso ignorarle. Che, per ogni persona che mi lascia laggiù, un pezzetto di loro si tramuta e pertanto io dovrei essere là a testimoniare, lasciare che l’energia del momento imprima con tutta la sua forza, in me, questi scossoni che si chiamano vita.

 

For more  This is an Insight on Facebook

Translate me  Google Translate

You are here no more

Black and white

And just like that, You are here no more.

A day can start off with lots of plans and also give little joys, but then fifteen minutes is all it takes for you to get worse and worse, and your voice is only a memory now.

Have a safe journey, as discreet and strong as you have always been.

 

For more ☛ This is an Insight on Facebook

Translate me ☛ Google Translate