Like me, love me, share me

L’amore è in ogni dove. Su Facebook e Instagram in particolar modo. Le persone condividono immagini idilliache di coppia, magari sullo sfondo di bei paesaggi davanti ad un’invitante pietanza, senza però rinunciare al contempo ad un radioso sorriso o pose divertenti.
Ovviamente, nessuno ha interesse a mostrarsi nei momenti più bui della propria relazione.
D’altra parte, però, mi chiedo il perché di tanto ostentare e condividerecondividerecondividere.
Love Icons

Love Icons

Può esistere davvero tutto questo amore? O forse non sono stata programmata per provarlo & esibirlo secondo queste modalità?

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Un pezzetto di cioccolata, l’Antologia di Spoon River, le parole di Cesare Pavese e della Pivano.
 
 Felicità.
 
 Buon sabato sera.
 
 
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Carnival At Sunset

1_Merkel_from_Afar

2_Merkel_closer

3_Merkel_detail

4_new_old_bosses

5_capital_sins

 

All pictures taken by me+my iPhone at the Carnival of Viareggio (Tuscany, Italy).

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Meno parlo, più sono io

Words are very unnecessary

They can only do harm

Anche tra migliori amiche, le parole possono essere di troppo.

Silence

Se, da una parte, mi sforzo di favorire lo scambio di vedute, sentimenti e frivolezze con gli altri, dall’altra realizzo che maggiore è il silenzio, più grande l’opportunità di conservare la mia integrità.
Ieri sera ero a bere qualcosa con le mie due migliori amiche: siamo tre persone molto diverse, con stili di vita, ambizioni e mire intellettuali differenti l’una dall’altra.
Di solito, spinte dal considerevole lasso di tempo tra gli incontri, facciamo un giro di aggiornamenti sugli ultimi avvenimenti e ci rendiamo conto che il racconto non è particolarmente spassoso. Chi non si stacca dalla routine, chi affronta problemi, chi noie, chi si pone domande: insomma, buttiamo sul tavolo le nostre angosce, mascherate da una serie più o meno nutrita di filtri.
Sta un po’ male, però, ammettere che non ci divertiamo così tanto come una volta, no? Allora dai, condiamo la quotidianità con sarcasmo, un aneddoto molto divertente e, se necessario, con feroce ironia.
L’autoronia, in particolare. Questo tentativo disperato di sottrarre pesantezza, secondo me non fa che infliggere il colpo più forte.
Nel tentativo di alleggerire le tue pene, vuoi riderci sopra;
ridendoci sopra, le acuisci;
acuendole, ci rideremo sopra tutti insieme solo per qualche secondo.
Esaurito il riso, l’amaro andrà a sedimentarsi nei cervelli degli interlocutori per esserne liberamente reinterpretato: prende la forma di giudizio, la miccia è stata innescata.
Per quanto siamo mossi da nobili intenzioni, la realtà è che giudichiamo in continuazione e, quando diveniamo consapevoli di essere al centro di tali giudizi, vorremmo estirpare dalla mente di chi ci ha ascoltato la confessione & i ricami che le si sono appiccicati.

ps: non bisogna che puntualizzi di chi sia la citazione di apertura del post Winking smile

 

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Non si può vivere nel passato

Grazie alla visita casuale ad un negozio di dischi ho ricominciato ad ascoltare Delta Machine, l’ultimo album dei Depeche Mode. Qualche tempo fa, infatti, gironzolando per il lungomare della mia cittadina, decido di entrare nel suddetto negozio alla ricerca di qualcosa di Booker T.  Washington quando ecco che un suono subito mi incanta, mi trascina verso una seconda sala: si tratta del Live In Berlin del 2014, proiettato da un paio di televisorini in alto alle pareti.
Martin Gore stava interpretando But Not Tonight, brano che, come si evince dal video su Youtube , è parte della colonna sonora di Modern Girls; come il film, il singolo è del 1986 e mi fa sentire terribilmente nostalgica.
ButNotTonight
Sì, è vero, in fin dei conti son “soltanto” nata agli inizi degli anni ottanta e quindi non ho ricordi adolescenziali da rimpiangere o a cui aggrapparmi disperatamente, ma la crème de la crème dei Depeche Mode per me si concentra lì o, diciamocela tutta, fino a quando Alan Wilder (ne noterete il lesto gioco di dita sulla tastiera nel video, blink blink – Winking smile) è rimasto nella band.
Malgrado ciò, e per quanto la qualità della loro musica abbia risentito del suo abbandono nel 1995, la loro carriera musicale è andata avanti e così la vita. Eccola là, infatti, a distanza di quasi 20 anni, l’interpretazione a sorpresa di quel brano che mi tocca profondamente ogni volta.
Appunto: la vita va avanti. Per anni mi sono fissata solo sugli “anni d’oro” dei DM al punto da uscire disorientata, a dir poco, dalle maratone di ascolto: non è quello il mio posto.
Riponendo quindi sia i primi dischi che l’ultima produzione di Gahan & Co ho scoperto i Recoil, progetto di Alan Wilder avviato a metà anni ‘80 e ancora (spero) attivo. Mi sono immersa nel suo genio creativo, per mesi e mesi non ho ascoltato altro  e non posso che consigliare vivamente di ascoltare i Recoil con attenzione se avete anche solo un po’ di interesse per la buona elettronica.
Arrivando a oggi, infine, riesco a scrivere questo post mentre ascolto Delta Machine e pianto i piedi saldamente nel presente, ovvero l’unica realtà viva per me, sulla quale agire anziché rimuginare.

 

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