Yoga: da soli o in gruppo?

In passato ho sempre fatto Yoga da sola, principalmente guardando i video di un’ottima insegnante, Esther Eckart,  che ha saputo costruirsi una presenza sempre più consistente online. Dal piccolo, intimo sito yogatic.com (non più attivo) è passata ad un vero e proprio cosmo che ha preso il suo nome. Ai tempi in cui potevo praticare yoga in casa, all’alba e anche prima di andare a letto, tuttavia, esisteva ancora Yogatic. Mi chiedevo come fosse fare yoga in una lezione di gruppo dal vivo, ma d’altra parte ero molto più affascinata dall’ipotesi di avere un’insegnante “privata” che potesse seguirmi e con la quale stabilire un contatto particolare.

È poi intercorso uno iato in cui le condizioni di spazio sono venute meno, con esse il piacere di praticare e, infine, la pratica stessa.

Dopo aver cercato il corso migliore, averlo atteso, averlo ponderato, mi sono iscritta: ho frequentato la mia prima lezione di hatha yoga! Il gruppo è consistito quasi sempre in un’altra persona oltre a me, eppure si respira un’atmosfera da classe: posizioni assunte insieme, contemporaneamente, sguardi per capire se ci stiamo muovendo in modo corretto, qualche chiacchiera prima e dopo la lezione, la sensazione di assorbire in modo comune i piccoli trucchi e consigli che l’insegnante dispensa.

Infine, per varie ragioni, una lezione da sola con l’insegnante che, giustamente, ha esclamato scherzando: “Una lezione privata!”. Eh sì, quello che ho sempre atteso. Guardandomi dentro, riflettendo brevemente, mi sono resa conto che per poter stare da sola con l’insegnante dovrei essere molto più sicura, meno attenta alla mia percezione da parte degli altri.

Appartenere ad una classe fa sì che tu sia parte dell’energia che si trasmette e che, a tua volta, tu la assorba e la esalti. Ho finalmente compreso l’opinione di una mia amica che insegna yoga fuori dall’Italia, a cui piace l’energia che si respira durante una lezione di yoga in gruppo.

È proprio vero che ogni cosa si può capire a pieno solo in presenza del suo opposto, e che l’esperienza, l’agire (o il provare) sono essenziali.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s