La vita in un sudoku

Sudoku

Sudoku

La vita mi appare sempre più un sudoku in questi ultimi giorni, uno di quelli all’apparenza medio-difficili (ma tutto sommato risolvibili con divertimento e una grattatina di capo in più) che presto si rivelano però veri e propri enigmi.

In questi, all’inizio ho a disposizione solo pochi numeri, di lì a qualche minuto mi sembra di viaggiare spedita e di aver trovato la chiave di “lettura”, ma mi rendo conto che mi sbaglio di grosso: mi trovo bloccata a fissare le caselle vuote.

A volte mi butterei per istinto e scriverei quel numero perché “me lo sento, va meglio lui rispetto a quello alternativo”; altre volte un’intuizione geniale mi trasmette il meccanismo logico secondo cui un 3 possa andare là anche se non ho altri 3 a fornirmi un riscontro certo. Capita pure che, fissata la griglia come un’ebete, io mi scuota e, con un colpetto di mano alla fronte, esclami: “Ma come ho fatto a non accorgermene prima, il 6 non può che inserirsi qui vista la posizione degli altri 6!”.

A quel punto, a corto di soluzioni logiche o fortunate, non restano che combinazioni di numeri che si ripetono di cella in cella, di griglia in griglia, sulle quali investirò tempo ed energia: mi pare di essere giunta a un vicolo cieco.

Vorrei un “aiutino da casa”, vorrei buttarmi e scegliere a caso uno dei numeri sperando di azzeccarci e far sì, in questa maniera, che magicamente si sleghino tutti gli altri nodi.

Dunque cosa faccio? Vedendo che la mia logica non mi porta da nessuna parte, che non sono in grado di gestire i vari incastri, prendo uno dei nodi cruciali e guardo dalle soluzioni un solo numero che mi mandi avanti. Ogni tanto un aiutino non guasta, ne abbiamo tutti bisogno.

Ora la situazione è meglio gestibile; ancora un piccolo sforzo e… no, aspetta, mi sono sbagliata. Sono giunta allo stadio in cui o richiedo un altro aiutino o mi butto e tento.

Allora compio un salto nel buio: scelgo un numero tra i due possibili per quella casella e comincio  a risolvere di conseguenza le altre, cauta ma consapevole del fatto che “o la va o la spacca”.

Evviva, funziona! Avrò altrettanto coraggio e fortuna una volta deposte rivista e matita?

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