Iniziando “La signora delle camelie”

Il Cristianesimo, con la meravigliosa parabola del figiol prodigo, ci consiglia l’indulgenza e il perdono. […]

Perché essere più severi di Cristo?

Perché, attenendoci ostinatamente alle opinioni del mondo, che si mostra duro per essere creduto forte, respingeremmo, come fa il mondo, anime che sanguinano da ferite, dalle quali, come il cattivo sangue di un infermo, scorre via il male del loro passato, mentre attendono soltanto una mano amica, che le curi e renda loro la convalescenza del cuore?

La signora delle camelie, Dumas

Ho appena iniziato il romanzo di Dumas e mi sono già resa conto del perché della sua grandezza.

Come ogni classico, è definito tale per un motivo: perché incanta, avvolge il lettore nella trama della narrazione e, nel fare ciò, lo pone di fronte a riflessioni sulla vita. Queste riflessioni, magari ci sono già venute in mente in passato ma non ci sogneremmo mai di poterle mettere per iscritto con tale maestria.

Ecco, perciò, che la letteratura ci viene in soccorso: ci fornisce le parole che ci mancavano e ci mostra qualcosa che in effetti sembra palese, ma che in realtà non siamo mai stati in grado di formulare in modo sensato neanche nella nostra mente.

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