Non si può vivere nel passato

Grazie alla visita casuale ad un negozio di dischi ho ricominciato ad ascoltare Delta Machine, l’ultimo album dei Depeche Mode. Qualche tempo fa, infatti, gironzolando per il lungomare della mia cittadina, decido di entrare nel suddetto negozio alla ricerca di qualcosa di Booker T.  Washington quando ecco che un suono subito mi incanta, mi trascina verso una seconda sala: si tratta del Live In Berlin del 2014, proiettato da un paio di televisorini in alto alle pareti.

Martin Gore stava interpretando But Not Tonight, brano che, come si evince dal video su Youtube , è parte della colonna sonora di Modern Girls; come il film, il singolo è del 1986 e mi fa sentire terribilmente nostalgica.

ButNotTonight

Sì, è vero, in fin dei conti son “soltanto” nata agli inizi degli anni ottanta e quindi non ho ricordi adolescenziali da rimpiangere o a cui aggrapparmi disperatamente, ma la crème de la crème dei Depeche Mode per me si concentra lì o, diciamocela tutta, fino a quando Alan Wilder (ne noterete il lesto gioco di dita sulla tastiera nel video, blink blink – Winking smile) è rimasto nella band.

Malgrado ciò, e per quanto la qualità della loro musica abbia risentito del suo abbandono nel 1995, la loro carriera musicale è andata avanti e così la vita. Eccola là, infatti, a distanza di quasi 20 anni, l’interpretazione a sorpresa di quel brano che mi tocca profondamente ogni volta.

Appunto: la vita va avanti. Per anni mi sono fissata solo sugli “anni d’oro” dei DM al punto da uscire disorientata, a dir poco, dalle maratone di ascolto: non è quello il mio posto.

Riponendo quindi sia i primi dischi che l’ultima produzione di Gahan & Co ho scoperto i Recoil, progetto di Alan Wilder avviato a metà anni ‘80 e ancora (spero) attivo. Mi sono immersa nel suo genio creativo, per mesi e mesi non ho ascoltato altro  e non posso che consigliare vivamente di ascoltare i Recoil con attenzione se avete anche solo un po’ di interesse per la buona elettronica.

Arrivando a oggi, infine, riesco a scrivere questo post mentre ascolto Delta Machine e pianto i piedi saldamente nel presente, ovvero l’unica realtà viva per me, sulla quale agire anziché rimuginare.

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