Tra il desiderare e l’ottenere…

Se siete ossessionati da un obiettivo, se vi brucia dentro un desiderio che non vedete l’ora di veder realizzato, allora benvenuti nel club.

Anch’io, in questo periodo, sto fremendo: voglio realizzare una cosa ma spesso mi sorprendo a rimuginare sul come, quando, perché. Poi mi sveglio e mi riprendo.

A ricondurmi nel mondo reale è una “formula“, somma di più formulette, che mi aiuta a gestire quel buco che si interpone fra il sapere di desiderare qualcosa e il non sapere se o quando lo otterrò.

Numero 1: respirare, riconoscere l’ansia, sovra-eccitazione, eventuale negatività, qualsiasi stato emotivo che non mi fa vedere chiaro.

Numero 2: continuare a respirare e tornare al qui ed ora. Ad ogni espirazione guardarmi intorno, vedere il mondo intorno a me.

Numero 3: prendere delle decisioni e compiere delle azioni che mi avvicinano al mio scopo. Me ne occupo però con spirito pratico, perché grazie al numero 2 mi sono liberata di ansie e pensieri in eccesso.

Numero 4: visualizzare l’ambito premio, il mio Sacro Graal: una scena di me nell’atto di averlo conquistato, di godermelo. Ne devo riprodurre con vividezza i rumori, i sapori, le parole e le sensazioni, come se ci fossi dentro. Fermo poi quella scena, ne creo un fotogramma.

Numero 5: ritornare al mio fotogramma felice e alle sensazioni che mi offre. Ogni volta che ci ripenso io sono lì dentro, dentro quella scena, quel momento gioioso.

Numero 6: un rinforzino, per evitare di vedere solo le bruttezze del momento attuale. Se ho fatto bene il numero 2, provo a ringraziare per qualcosa di buono che ho già o mi è successo.

Numero 7: un rinforzone. Penso in grande, in grandissimo. Mi immagino qualcosa di completamente straordinario, addirittura fuori dalla mia portata, che mi farebbe sentire AL TOP. Sguazzo in questa sensazione di grandezza e splendore.

TOTALE: non mi fisso sulla presunta inadeguatezza della mia condizione attuale (1+2), anzi, la apprezzo (6) e riesco anche a muovermi con spirito pragmatico per il mio scopo (3). Faccio muovere le leggi dell’universo concentrandomi sulla scena di quello che otterrò (4+5) e ci aggiungo sopra un bel carico da 10 con scene di felicità selvaggia e spropositata (7).

Co-creatori incalliti, che ne dite?

 

 

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La missione della (mia) anima

Cos’è la missione dell’anima.

Un anno o due fa la mia terapeuta olistica mi ha svelato la missione dell’anima. Mi ha spiegato di cosa è portatrice originariamente, quale sarebbe il suo tratto distintivo, e verso quale obiettivo punta con questa incarnazione.

Mi ha spiegato che, per alcuni, l’obiettivo viene centrato in modo abbastanza semplice e naturale. Questo, ad esempio, il caso di un grafico la cui missione dell’anima consisteva nella bellezza il quale, così, realizza ogni giorno la sua missione.

La mia Anima.

Nel mio caso la terapeuta olistica mi ha fatto guardare due oggetti rappresentanti uno le radici di un albero e l’altro, una libellula; senza dubbio molto diversi tra loro, diciamo pure agli antipodi uno rispetto all’altro.

Le radici ben salde nel suolo, la seconda invece si libra, leggera, e vola.

Ecco qui un efficace riassunto della situazione della mia Anima. Portatrice di profondità, assimilabile pertanto ad una radice, MA con l’obiettivo della leggerezza, rappresentata al meglio dalla libellula.

Così, man mano che ascoltavo questo “verdetto”, cominciavo a mettere insieme tanti pezzettini che prima sembravano casuali e dolorosi. Che sollievo! D’altro canto, però, che casino! La stessa terapeuta olistica era infatti sbalordita da questo obiettivo di vita: da A dovrei arrivare alla Z, dal giorno, alla notte.

Come usare queste informazioni.

Dovrei essere in grado di tener fede alla profondità con cui sono arrivata, accettarla ed trarne il meglio. Ok. Poi però dovrei imparare ad abbracciare la leggerezza ogni qual volta abuso del mio elemento, la profondità. Vale a dire, devo evitare di fissarmi su una cosa, situazione o persona, non devo prenderle molto sul serio, analizzarle e ri-analizzarle fino al mio esaurimento, non sfinirmi di interrogativi.

Per dirla con le parole di Italo Calvino:

Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.

 

 

Gli standard impossibili di noi donne | Women’s unhealthy standards

Let us be free from others' standards - Libere da standard altrui

ITA – Vogliamo vederci più spesso tra amiche, quindi ci promettiamo di farlo tot volte all’anno.

Devi fare ginnastica tutti i giorni o un minimo di 5 volte a settimana, #noexcuses, altrimenti non sei all’altezza di te stessa.

Poi c’è la casa: lì vigono degli standard di pulizia e ordine che reggono solo se hai una donna delle pulizie. Per alcune di noi, tentare di occuparcene da sole è la sfida delle sfide.

Nel manuale della donna moderna perfetta rientrerebbero, in teoria, i doveri di coppia. Sondando brevemente il terreno tra donne eterosessuali, mi pare di capire che anche i rapporti con il partner vanno avuti con una certa scadenza. Pena malumori, instabilità. E nessuno vuole aggiungere instabilità a dei ritmi già di loro piuttosto ardui.

Ebbene, è giunto il momento di ricordare a noi stesse di fare quello che possiamo, fin dove arriviamo. Facciamo già abbastanza e dovremmo darci una pacca sulla spalla da sole e riconoscere quanto stiamo avanti!

Gli standard di vita che tentiamo faticosamente di raggiungere e mantenere sono creati, secondo me, da qualcosa e qualcuno che lo fa di lavoro, che quindi può guadagnarci sopra e non esclusivamente in termini economici.

Vorrei esortare perciò me stessa e tutte le altre donne che mi leggono a fermarci quando ne sentiamo il bisogno e tornare a affidamento sul nostro intuito, sulla nostra guida interiore.

Evitiamo di diventare ambasciatrici di prodotti, modelli ed idee che ci appartengono il giusto. Diventiamo piuttosto portavoce di noi stesse e raccontiamo la nostra verità.

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ENG – We want to meet our girl friends more often, so we promise we’ll do it a certain amount of times a year.

You should work out every day or at least 5 days a week, #noexcuses, or you won’t be cool enough.

Then there’s the house: that’s where we have some standards that only hold true for those who have help. But for some of us, the ultimate challenge lies in taking care of that too, by ourselves.

The perfect modern woman ought not to forget about her couple duties. From some research on women in straight couples, regular intercourse appear to be the solution to avoid crankiness and imbalances. And we don’t want to add those to our hectic life styles, right?

Well, it is about time we reminded ourselves to just do what and as far as we can. We already do enough and we should pat our own selves on the shoulders, we are so cool!

The life standards we are eager to achieve are imposed, in my opinion, by something and someone who does this for a living and has something to earn from this, although not exclusively financially speaking.

Thus, I would like to plead with all of us girls to stop whenever we need to and to go back to our instincts, our inner guides.

Let us not advocate products, patterns and ideas we only partially agree with. Let us all rather be our own spokesperson, let us all tell our own truth.

Come mai ho disinstallato Instagram – e qual è il Piano B.

Off of Instagram

Ho disinstallato Instagram.

O meglio, Android mi ha permesso soltanto di disattivarlo. Tanto basta, però, perché io non veda più la app nel menù…

… e non ci clicchi sopra come un automa non appena ho il cellulare in mano, quando sono ferma al semaforo, nei momenti di “buco”, ecc. Tanto, ognuno di quei momenti si trasforma in una pausa molto lunga in cui mi estraneo dal mondo circostante per perdermi nelle ramificazioni di foto di account preferiti e feed.

A che punto sono.

Sono nel pieno del mio primo giorno senza, vorrei evitarlo almeno per una settimana. Vedremo cosa succede. Resisterò?

Uscita di emergenza / Piano B.

Ci sta che, in questa settimana, io abbia la impellente necessità di aggiornare almeno il mio account ufficiale – sia ben chiaro, per motivi puramente di networking, blink blink. Come faccio? Beh, ieri notte ero insonne e ho fatto una ricerca. La risorsa più utile è stata per me questa, anche se devo ancora metterla a buon uso. Si tratta di un articolo scritto in inglese sui modi di postare su Instagram utilizzando il proprio computer.

8 (+1 nuovo) modi di postare su Instagram dal computer:   8 (+1 New) Ways to Post on Instagram From Computer 


E voi, come siete messi a dipendenza da social media?

Gallery

♥︎ Autunno | Autumn

The beauty of Autumn and how fortunate I am to experience it like this every single day.

La bellezza dell’autunno e la fortuna di poterlo vivere così ogni singolo giorno.

Come mi auto-motivo a meditare ogni giorno | Self-motivation for meditation

Meditazione: attenzione sul respiro | Meditation: mindful of breath

La meditazione è quella pratica che fatico a mantenere con costanza ma so di dover fare.

Mi ritaglio idealmente dai 5 ai 15 minuti al giorno per restarmene tranquilla, al buio, in una posizione comoda ad osservare il mio respiro. Se riesco a farlo per più giorni di fila non guadagno l’illuminazione ma la stima per me stessa. Brava, per Dio, ce la puoi fare.

Cosa faccio quando sono in dubbio se meditare o meno

Per motivarmi ripenso subito alle sensazioni che immancabilmente provo dopo aver concluso la mia meditazione. Prima tra tutte la calma interiore, dopodiché l’impressione di uno sforzo ben riuscito. Non importa se quei – pochi – minuti hanno visto saltar fuori decine di pensieri diversi. L’importante è non arrabbiarsi e ritornare al respiro.

Questo benessere si manifesta puntuale anche quando medito prima di addormentarmi. A quel punto, infatti, la mente è stanca e risulta più difficile mantenere l’attenzione sul respiro. Eppure eccola lì, una deliziosa sensazione di rilassatezza pronta a ripagarmi e, vista l’ora, a rendere il sonno ancora più godurioso.

La sensazione di beatitudine

Questo è il bonus, che scatta se sono davvero “fortunata” e quando ho l’accortezza di meditare durante il giorno.

Sono chiaramente più lucida e resto più facilmente sul respiro, il che crea la condizione ideale per sentire affiorare un senso di beatitudine già durante meditazione. Questo mi accade in particolare negli ultimi minuti della pratica.

Mi è poi successo spesso di essere pervasa dalla gioia e di sentirmi quasi “estatica” un attimo dopo aver aperto gli occhi al termine della meditazione. Allora mi trattengo qualche secondo così, mantengo lo sguardo fisso su un punto davanti a me e mi godo il momento.

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ENG – Meditation: a practice I struggle to perform consistently but I know I have to.

Ideally, I carve out 5 to 15 minutes a day to sit comfortably in the dark and observe my breath. If I manage to do it more days on end, I may not earn enlightenment but some self pride for sure. Bravo, girl, you can do it.

How I ‘push’ myself towards meditating

Motivation kicks in as soon as I recall the sensations I feel every single time I’m finished meditating. Above all, inner peace, followed by the feeling of a struggle well spent. It doesn’t matter whether those – few – minutes were crowded with thoughts. Just don’t get angry and keep coming back to your breath.

This well-being manifests, like clockwork, even when I meditate before going to bed. In fact, the mind is tired and focus on the breath doesn’t come easily. And yet, there it is, a delightful feeling of relaxation to reward me and make my sleep all the more heavenly.

Blissful sensation

This bonus gets triggered whenever I am really ‘lucky’ and I make an effort to meditate during the day.

I am clearly more alert and focus on my breath more easily, which allows for a blissful condition to surface already in the middle of my practice. I experience it particularly during the last minutes.

There have been times where I have been filled with joy and almost ecstatic a second after opening my eyes. That is why I usually linger in that feeling, stare at a point in front of me and enjoy in the moment.

Le donne che tradiscono. Un’ode. | Women Who Cheat.

Donne che tradiscono e non si guardano indietro. Tradimento senza pentimento

ITA – Ultimamente mi chiedo che cosa costituisce il tradimento.

Dalle storie e dagli aneddoti sentiti nel tempo mi sembra che esso sia più nella mente e nella percezione di chi lo compie. Ho ascoltato in particolare, con sorpresa e quasi ammirazione, delle traditrici che non provavano alcun senso di colpa per quello che avevano fatto.

Nessun senso di colpa significa non lasciar trapelare niente, se non trapela nulla è come se non fosse mai successo.

Con questo post vorrei dunque celebrare le donne che hanno tradito, non si sono fatte scoprire e non si sono guardate indietro.

D’altra parte, se è un uomo a farlo gli si darà giusto un po’ dello stronzo e alla fine della fiera ne emergerà più come un tipo furbo e scaltro. Ma se si tratta di una donna? Beh, il giudizio può diventare davvero molto, molto inclemente. Impietoso.

Lasciatemi quindi celebrare:

Coloro che baciano un’altra persona e lo rifarebbero all’istante. Ma i partner di vita non si mettono in discussione.

Coloro che portano avanti una storia in parallelo a quella semi seria. Non sono sicure di quanto possa veramente reggere la prima.

Coloro che si continuano a concedersi più flirt all’inizio di una relazione, anche a costo di inventare scuse improbabili. Dai, tanto siamo solo all’inizio.

Coloro che hanno dei flirt nella fase finale del rapporto perché non sono più coinvolte un granché. Oramai provano solo compassione per l’altra persona.

Coloro che escono o flirtano con più persone contemporaneamente all’inizio di una storia per giocare d’anticipo. Un Jolly può sempre far comodo.

Coloro che vedono più persone nello stesso periodo senza che uno sappia dell’altro. Non ce n’è mica bisogno.

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ENG – Lately, I have been wondering about what constitutes cheating.

From the stories and anecdotes I have heard, it seems it depends on the perception of those who do it. I have listened with surprise and almost admiration, in particular, to female cheaters who did not feel guilty for what they had done.

No sense of guilt means no leaking. If there is no leaking, then it cannot have happened.

And so, I am dedicating this article to the women who have cheated, gotten away with it and never looked back.

I mean, a male cheater, we agree he is an asshole but at the end of the day he may come across as also sly and shrewd. But be it a woman and the verdict could be very, very unfair. Merciless.

Thus, let me celebrate those women who:

– kiss another person and would do it again and again. Lifetime partners aren’t questioned, though.

– have a relationship alongside the semi-stable one. They just are not so sure how long the first one will last.

– keep the flirting up at the beginning of a relationship, and come up with unlikely excuses for this. Come on, we are only getting started.

– flirt and have affairs when the relationship seems doomed and they are not that involved anymore. They only feel compassion for their partner.

– go out or flirt with more people at the same time, at the beginning of a relationship. Just to play safe. A wild card that may come in handy.

– see more people in the same period and nobody knows about the others. Why should anybody know anything, anyway?

Come si decide in coppia? | How do couples make decisions?

How a couple makes a decision

ITA

Come decidono le coppie?

Come vengono prese le decisioni in una coppia? Esistono coppie per le quali gli obiettivi sono condivisi e le decisioni si prendono di comune accordo?

No, riformulo la domanda.

Esistono dei modi affinché la coppia abbia obiettivi condivisi e prenda le decisioni di comune accordo? Così suona molto meglio.

Che la coppia sia eterosessuale oppure omosessuale, mi pare di capire che uno dei due si adatta allo status quo mentre l’altro vuole introdurre cambiamenti frequenti.

Uno vuole cambiare, per l’altro va già bene così.

Personalmente non credo ai dualismi. Mi piace pensare che siamo tutti liberi da etichette, vincoli di pensiero e comportamento. Quindi no a maschi contro femmine, a tutti gli uomini sono così e tutte le donne sono cosà.

Eppure, qualche dubbio in merito mi viene. D’altra parte basta che io mi guardi dentro, intorno, e scambi qualche impressione/confessione con chi mi sta più vicina.

Come prima cosa vedo che: l’80% delle decisioni non sono prese di comune accordo. Numero a caso, eh, ma sono convinta di non essermi sbagliata poi così tanto.

Non belligeranza a breve termine.

Dato leggermente positivo, invece, è che il partner propenso ai cambiamenti non ha intenzioni belliche. Infatti, adottando un atteggiamento delicato – o forse rassegnato? – cerca, intanto, di accennare all’argomento-cambiamento. Evita di sviscerarlo in un’unica soluzione. Ed evita, così, di massacrare le meningi dell’altro insistendo affinché:

… si cambi immediatamente la lampadina

… il bambino si partorisca ora

… si vada a convivere tra pochi minuti

… tu ti dia una mossa

Gli gnorri

Il rovescio della medaglia è che l’altro, però, può far finta di non capire. E quindi può sguazzare per un bel po’ nell’indecisione per continuare a farsi i fatti propri.

Io, per esempio, non sono mai stata una chiacchierona. Miglioro poco e faticosamente con il passare degli anni. Per cui sono sempre combattuta tra adottare un profilo basso – vedasi sopra – ed eruttare senza mezzi termini la questione che mi sta a cuore.

In uno o nell’altro caso, se non vedo cambiamenti più o meno immediati mi spazientisco e non so veramente quale sia la strada migliore per andarci in fondo. Una strada che non includa ripicche e silenzi assordanti.

Ritorno al punto di partenza.

In sostanza, e con ciò mi ripeto: come avviene la comunicazione tra persone adulte, quando si tratta di guardare a territori inesplorati e muoversi in sintonia verso nuove decisioni?

——-

ENG

How do couples make decisions?

How are decisions made in a couple? Are there any couples whose objectives are shared and decisions mutually agreed?

OK, I’ll rephrase the question.

Is there a way a couple can share objectives and agree on a decision to make? Well, that sounds much better.

Be the couple straight or gay, there is always a partner who tends to introduce small, frequent change, and another who is totally fine with the way things are.

Change or stay the way we are?

Personally, I don’t believe in dualisms. I like to think each of us is virtually free from any labels, thought or behavior patterns. So, no men vs women or all men are like this, all women like that.

And yet, I am starting to doubt myself. All I have to do is look at my own life or chat with my closest friends.

For starters, I see that 80% of decisions are not mutually agreed. Random figure, maybe. However, I’m pretty sure I’m not that wrong.

Short-term non-belligerency

A slightly positive fact is that, the one in favor of change does not have any initial bellicose intentions. They opt for a more sober – or resigned, if you will – approach and start simply hinting at the change topic. They avoid turning the conversation into a fight two minutes in, with a series of:

Change the light bulb right away
Let’s get a baby born like, tomorrow
Let’s move in together overnight
Get your act together!

Playing dumb

The other side of the coin would have the Other take advantage of this situation by pretending not to see what’s going on. They could go on minding their own business.

Let’s take me: I have never been keen on talking so I have tried hard to get better at it. Ergo, I am always wondering: keep a low profile or spew it all out? Either way, I get impatient very quickly if I don’t see any real, quick change. Which leaves me pondering on the best course of action…

Coming full circle

At the end, I’m still here with the same question: how does communication happen among adults when they have to move together towards new territories and decisions?